mercoledì 21 dicembre 2011

Borse Edisu, le Università stanziano dieci milioni

Il Senato Accademico devolve l'intero importo dell'accordo di programma e richiama le istituzioni alle loro responsabilità: "Quei ragazzi vanno sostenuti"

 


L'UNIVERSITÀ di Torino destina l'intero ammontare dell'accordo di programma con il governo  -  in intesa con gli altri atenei piemontesi  -  a sostegno delle borse Edisu. Non più quattro, come era stato detto inizialmente, ma fino a dieci milioni stanziati per risolvere la crisi delle borse di studio universitarie erogate quest'anno solo al 30 per cento degli aventi diritto, dopo che la giunta regionale ha tagliato di 14 milioni di euro i finanziamenti.

La decisione è stata approvata ieri dal Senato accademico riunito, che ha votato una mozione presentata dal rettore Ezio Pelizzetti e dal pro rettore Sergio Roda, che ufficializza l'impegno dell'ateneo e richiama le istituzioni a maggiore senso di responsabilità e al rispetto degli impegni presi. "Non si può, evidentemente, chiedere agli atenei un maggior impegno finanziario che non sia compensato da un analogo maggior impegno da parte della Regione  -  dice la mozione  -  l'Università di Torino non può nascondere il proprio disappunto di fronte a una decisione che non ha precedenti, e che penalizza in maniera difficilmente tollerabile coloro che hanno partecipato a un bando avendone tutti i requisiti previsti e che ora si vedono inopinatamente defraudati di un loro pieno diritto, oltretutto ad alcuni mesi dall'inizio dell'anno accademico".

Una netta presa di posizione che richiama al rispetto degli impegni l'assessore Elena Maccanti (Lega), la quale proprio ieri ha risposto su questo tema in sesta commissione
confermando l'intenzione della Giunta di pagare la borsa di studio solo a poco più di duemila studenti, a fronte di quasi ottomila aventi diritto che sono rimasti esclusi. "È una scelta inaccettabile  -  hanno commentato i consiglieri dell'opposizione  -  i venti milioni stanziati a bilancio erano frutto degli accordi con l'opposizione, che ha permesso al bilancio di previsione per il 2011 di essere approvato senza ricorso al maxi emendamento".

Si è scatenata nel frattempo la corsa dei borsisti, che solo venerdì hanno potuto consultare la graduatoria definitiva, a caccia di informazioni più precise, sia in segreteria, sia al centralino dell'Edisu. Decine e decine di telefonate e di email di studenti increduli provenienti da regioni e Paesi diversi. "E fu così che dopo tre mesi passati a Torino prendo le mie cose e torno in Sicilia... ci riproviamo l'anno prossimo : (  -  scrive una studentessa  -  oggi ne parleremo di nuovo con mio padre, ma al 90 per cento finirà così". Torino perde questa studentessa e come lei molti altri. Come scrive il rettore: "In varie sedi oggi si esalta il ruolo di Torino come città universitaria e se ne sottolinea, quantificandolo, il valore aggiunto in termini di sviluppo economico, e sociale e di immagine per l'intera comunità. Ora, a fronte di un immediato risparmio, si rischia di vanificare tale meccanismo virtuoso e di ingenerare un danno non indifferente all'economia locale".

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