mercoledì 21 dicembre 2011

La società della TAV avrà sede a Torino

I lavori partiranno nel 2013: tra le prime opere la stazione di Susa.


maurizio tropeano
inviato a roma


Per ora non ha un nome ed è stato battezzato Promotore pubblico. Questa definizione burocratica è il cuore del nuovo trattato internazionale sulla Torino-Lione che è stato firmato ieri nella sede del ministero delle Infrastrutture. L'accordo, concluso nella riunione della Commissione intergovernativa italo-francese, definisce le condizioni di realizzazione e di esercizio della tratta internazionale dell’opera e affida la direzione strategica e operativa del progetto ad una nuova società mista con sede operativa a Torino e sede legale a Chambéry. Una società che erediterà competenze e professionalità di Ltf, l’attuale soggetto promotore del progetto, e che dovrebbe dare lavoro ad almeno una cinquantina di persone. Secondo il commissario straordinario del governo, Mario Virano, la «decisione di stabilire la sede operativa a Torino rappresenta un segnale importante per il territorio che sarà sempre più valorizzato da quest’opera».

Sarà questa società, costituita secondo le regole del diritto francese, a farsi carico della gestione degli appalti per un valore complessivo di 8,2 miliardi, 2,7 dei quali a carico dell’Italia. Una cifra che potrebbe scendere ulteriormente se i due governi riusciranno a convincere le grandi multinazionali del settore dell’impiantistica e allestimenti tecnologici (da Siemens a Bombardier, da Ansaldo a Finmeccanica ad altri gruppi) a partecipare ai lavori di allestimento per un valore 1,6 miliardi che verrebbero ripagati attraverso un canone annuo che coprirebbe le spese di manutenzione, installazione e aggiornamento. Secondo la Cig questo è l’unico settore dove, attraverso il partenariato pubblico-privato, si possono trovare capitali privati.

L’apertura dei primi cantieri per il tunnel di base è prevista tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 in territorio francese mentre in Valsusa i lavori partiranno alcuni mesi dopo e riguarderanno la costruzione di un ponte sulla Dora al confine tra Bussoleno e Susa e lo scavo di una galleria di 1,5 chilometri nel territorio segusino. Due opere che serviranno come interconnessione tra la linea storica e il nuovo collegamento veloce che si attesterà a Susa. Entro la fine del 2013 partiranno anche i lavori per la costruzione della stazione internazionale che costerà 48,3 milioni. Il primo passo è stato fatto ieri con la pubblicazione sul sito di Ltf dell’avvio del bando di concorso per l’elaborazione di un progetto architettonico di un’area complessiva di 100 mila metri quadrati. Gli studi saranno avviati nell’ambito della futura elaborazione del Progetto definitivo.

Il nuovo trattato italo francese è il frutto di una lunga e complessa trattativa iniziata tre anni fa e portata a termine dopo l’avvio, e la difesa da parte delle forze dell’ordine, del cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte. Il consiglio d’amministrazione avrà una composizione paritaria. Il presidente della commissione contratti e quello del servizio di controllo saranno francesi mentre amministratore delegato e direttore finanziario verranno scelti dall’Italia. Nel Cda e nella Cig sarà presente anche un rappresentante della Commissione Ue che cofinanzia l’opera, ma senza diritto di voto. Anche le regioni Piemonte e Rhône Alpes potranno partecipare come uditori. E ieri il presidente Roberto Cota è andato in pressing nei confronti del Governo: «Al ministro Passera ho chiesto certezze sullo stanziamento dei 20 milioni necessari ad avviare le prime opere di accompagnamento all’avvio dei lavori Tav».Adesso è ufficiale. Sarà una cooperativa rossa a realizzare il cunicolo esplorativo della Maddalena di Chiomonte. Ieri mattina Ltf, la società che sta progettando e gestendo i lavori preparatori della Torino-Lione, ha firmato l’accordo con la Cmc di Ravenna che nel 2005 aveva vinto l’appalto per il cantiere di Venaus mai attivato per le proteste del movimento No Tav. Dalla firma del contratto che vale 93 milioni la cooperativa potrà iniziare a lavorare alla Maddalena. Ltf ha riattivato il contratto firmato nel 2005 in accordo con la cooperativa che avrebbe rinunciato a chiedere i danni. La Cmc si è impegnata con Ltf e l’Osservatorio ad utilizzare il maggior numero possibile di manodopera locale. A pieno regime il cantiere dovrebbe occupare 93 persone.

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