mercoledì 21 dicembre 2011

GTT, battaglia sugli aumenti

Maggioranza in fibrillazione
Sel e parte del Pd minacciano
di non votare la delibera
su autobus e strisce blu.
Si tratta sulle modifiche al provvedimento. L’assessore Lubatti: «Pronto a discutere,
ma il saldo resta invariato»




A Palazzo Civico l’hanno ribattezzata non senza un po’ di perfidia «manovra Lubatti» perché l’iter sembra accidentato, e i mal di pancia diffusi, almeno quanto quello della manovra Monti. Certo, la delibera che aumenta le tariffe di autobus e strisce blu, anche se nel 2012 porterà nelle casse di Gtt 92 milioni contro gli 80 del 2011, non risolleverà le sorti del Comune come il decreto salva Italia promette di fare con quelle dello Stato. Però di quei 12 milioni la città ha bisogno. Ma la resistenze dei partiti sono forti. E anche le parole d’ordine si somigliano. Una su tutte: equità.

Il Pdl veste i panni della Lega a Roma e promette ostruzionismo. Il capogruppo Andrea Tronzano spiega: «Non vogliamo che aumentino gli abbonamenti altrimenti si disincentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici». Il consigliere Maurizio Marrone attacca: «Faremo le barricate. La sinistra strozzina vuole soffocare i torinesi con aumenti tariffari-capestro». Il guaio, per la giunta, è che anche la maggioranza è in fibrillazione.

Sinistra e libertà si smarca: «Se il provvedimento che arriverà venerdì in Sala Rossa è questo, noi non lo votiamo», assicura Marco Grimaldi. Sulla stessa linea il Pd Luca Cassiani: «Va modificato». Tra i democratici dubbi anche dai consiglieri Alunno, Levi, Tricarico. Oggi, in commissione Bilancio, toccherà al presidente Alessandro Altamura e al capogruppo del Pd Stefano Lo Russo evitare lo strappo. Toccherà soprattutto all’assessore ai Trasporti Claudio Lubatti, che ieri ha lavorato fino a tarda sera cercando di far quadrare il cerchio. «Siamo disponibili a modificare la delibera e a fare tutte le simulazioni del caso per verificare la praticabilità di alcune proposte. Però i saldi finali devono rimanere invariati».

Strada in salita. Anche perché le condizioni di Sel sono sostanziali. «Il rincaro degli abbonamenti va eliminato o ridotto al minimo», dice Grimaldi. «Milano ha fatto così: biglietti su del 50% e abbonamenti stabili, raddoppiando il numero di abbonati in due mesi». Non è finita: vendoliani e parte del Pd premono per far rientrare le esenzioni per bambini sotto gli 11 anni e disoccupati. E daranno battaglia sui carnet: «Come è possibile che sul biglietto urbano passi da 13,50 a 17,50 euro mentre sull’extraurbano da 21,50 a 17,50?», si chiede Grimaldi. «Così pagano solo i torinesi».

Per apportare correttivi servirà trovare risorse. Una proposta è stata avanzata ieri: non concedere l’abbonamento gratuito a tutti gli over 65, che sono il 30% dei torinesi, ma farlo pagare a chi ha un reddito alto e se lo può permettere.

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